domenica 12 marzo 2017

"Divieto assoluto (...) al di sopra dei polpacci"



Provare per credere, per crederci

Ovvero, come provarci, se non ci credi fino in fondo ?

Sorrido pensando a quanto spesso ci troviamo, mi trovo, di fronte a situazioni di questo tipo. Quotidiamente.
Alla fatica. All'impegno. Allo scoraggiamento.
Che fare?

Sono pigra. Troppo. Con la testa, con la mente, partecipo a maratone che il mio corpo nemmeno si sogna.

Comunque nella mia fisica pigrizia, penso che tutto sia allenamento; Si, allenarsi: etimos dice "dare "lena", ossia forza e facoltà di durare nella fatica; far fare esercizio per acquistare forza".
MAh....
A volte resta solo quel senso di aver "girato in tondo".
Ma, in fondo... proprio li, quando pensi che non è servito a niente, qualcosa di buono si Rivela.

Ci si prova. L'importante è non desistere. e, a volte, fidarsi.


Mi è arrivato così, questo scritto. E visto che è stato Dono, così lo condivido.

È di Tonino Bello. Un  Grande.

"Non c'è che dire: quelle di Giuda sono due labbra scomode per tutti. Se non altro, perché stanno a ricordarti che anche noi ci portiamo sulla bocca la possibilità di darlo ogni giorno, un bacio infame del genere. I suoi piedi, invece, benché sospesi sul vuoto di un crepaccio, non destano emozioni. (...)
Eppure, quei piedi sono stati lavati da Gesù. Con la stessa tenerezza usata per Pietro, Giovanni, Giacomo. Sono stati asciugati dalle sue mani col medesimo trasporto d'amore espresso per tutti. (...) Non importa quale sia l'esito della lavanda. Così come non importa sapere se il destino finale di Giuda sia stato di salvezza o di perdizione. Sono affari del Signore: l'unico capace di accogliere fino in fondo il mistero della libertà umana e di comporne le scelte, anche le più assurde, nell'oceano della sua misericordia. (...)
Carissimi fratelli, se Giuda è il simbolo di chi nella vita ha sbagliato in modo pesante, il gesto di Cristo curvo sui suoi piedi ci chiama a rivedere giudizi e comportamenti nei riguardi di coloro che, secondo gli schemi mentali in commercio, sono andati a finire sui binari morti di un'esistenza fallimentare. Di chi è finito fuori strada per colpa propria o per malizia altrui. Di chi ha calpestato i sentimenti più puri. Di chi ha ripagato la tenerezza con l'ingratitudine più nera. Di chi ha deviato dalle rotte di una fedeltà promessa. Di chi ha infranto le regole di un'amicizia giurata. Di chi ha spezzato i legami di una comunione antica. (...) Sui piedi di questi fratelli, col divieto assoluto di sollevare lo sguardo al di sopra dei loro polpacci, noi, protagonisti di tradimenti al dettaglio e all'ingrosso, abbiamo l'obbligo di versare l'acqua tiepida della preghiera, dell'accoglienza e dell'accredito generoso di mille possibilità di ravvedimento
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